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I doni degli ospiti

Ciascun ospite lascia un segno, un'impronta o per meglio dire un dono, che caratterizza l'intera famiglia.

Marco Capitanio
ha ed offre il dono della "varietà delle lingue" esponendo, con un italiano del tutto originale, le sue filosofie e la sua "saggezza ermetica".
Gianluca Flandi con le sue invocazioni del vento e le sue previsioni del tempo, ha il dono della "profezia", almeno per quanto riguarda il clima e la crescita degli ortaggi nell'orto.
Marco e Gianluca
Il più preparato e il più colto è Riccardo (Ricky) che, con le sue risposte impeccabili e le sue preghiere dei fedeli "forbite", pare proprio avere il dono del "linguaggio della scienza" e della "accoglienza", sempre pronto com'è a venirti incontro e ad attaccar bottone.
Wainer poi, ha il prezioso dono di "fare guarigioni", di guarire cioè l'imbarazzo di chi s'approccia per la prima volta alla disabilità. Per lui va sempre bene, ti dà qualche suggerimento scherzoso, ti mette a tuo agio ... ha qualche simpatia "femminile", e in genere preferisce gli juventini.
Riccardo e Wainer
Capire il greco, il tedesco, il francese o l'albanese non è un problema per Emilio che,come anche gli apostoli nella pentecoste, ha il dono della "interpretazione delle lingue", oltre ad essere un ottimo campanaro e ad essere sempre pronto e zelante nel ricordare gli appuntamenti di casa: le medicine, il rosario alle cinque, la Messa alle sei e mezza. Agostino ha chiaramente il dono della "fortezza", basta vederlo! Ma non è certo l'unico dono che ha ricevuto: è simpatico e soprattutto molto fortunato al lotto, ha già vinto miliardi di volte!!!
Chi però ha veramente il "potere dei miracoli" è Piero, che pur essendo
Piero Agostino e Emilio
sordo e muto, riesce a parlare ai cuori meglio di chiunque altro.
Tra i saggi di famiglia c'è anche nonno Franco che, un po' per l'età e un po' per la semplicità pare proprio aver ricevuto il dono del "linguaggio della sapienza", tanto che, alla veneranda età di 80 anni ha deciso che da grande vuol fare il prete!
Luigi Flandi
ci porta il dono della "fede" facendo ogni giorno il chierichetto e rispondendo correttamente alla Messa, ma anche stendendo i panni, lavando i piatti e comportandosi in maniera a volte un po' pigra, ma sempre docile.
Luigi e Franco
  Il dono del "consiglio" invece è offerto da Stefanino: chi meglio di lui sa come lavare e asciugare i piatti!?
C'è anche chi ha il dono di "distinguere gli spiriti": Ettore che coi suoi commenti sugli ausiliari, sui frati, sugli ospiti, sulla qualità del cibo riesce sempre a distinguere gli spiriti buoni (rari) dagli spiriti cattivi (molto più frequenti).
Lucio
, come dice il nome stesso, ha il dono della
Stefano Ettore
"vista" (non ci vede dall'età di 12 anni n.d.r.). I suoi compiti sono vari e numerosi: passa dal fare la barba a tutti coloro che gli si avvicinano troppo, al preparare le colazioni dal lavare e vestire Piero al lavare e sciacquare piatti, pentole e bicchieri individuando ogni eventuale nuovo graffio e ammaccatura! La dimostrazione del fatto che ci vede benissimo,comunque, sono le sue passeggiate solitarie alle quattro del mattino nelle strade dei dintorni.
Anche Corrado si occupa della pulizia e dell'ordine della casa: tutti i giorni dà lo straccio in refettorio. Questo nonostante vada tutti i giorni a lavorare a Tabina
Lucio e Corrado
in vespa o addirittura in bicicletta! Sempre pronto a sorriderti, chiunque tu sia!
Simone ha il dono della precisione che applica alla complessa e variegata vita di cucina e nell'individuare la
tecnica migliore per giocare a
   
Simone e Liù   Hien e Gianluca   Giuseppe e Lucio
pinacolo con Hien.
E in effetti Hien ha proprio il dono della "interpretazione delle carte"; non nel senso che predice il futuro, ma perché come gioca lui a pinacolo o a scala quaranta nessuno sa giocare! Ultima new-entry: Giuseppe, come dice lui biblicamente parlando, "venduto dai suoi fratelli", ma che ne ha trovati tanti altri qui con noi!

Vita di famiglia

Sempre per descrivere chi popola la casa di Cognento, ecco alcuni episodi significativi di vita familiare. Era da poco arrivato in casa Gianluca, quando ha pensato bene di andare a fare un giretto nei dintorni, proprio una sera nella quale certo non tiravano i venti, anzi: c'era un nebbione di quelli che si tagliano! Fu una mobilitazione generale di carabinieri, vigili, ecc., e poi fu ritrovato lì poco distante vicino ad un cane, Tobia: "lo lo chiamavo, lui non rispondeva!", è stata la giustificazione. Sempre Gianluca una sera ha deciso di dormire con le capre: se l'è cavata con un bagno caldo!
A proposito la casa fino al '99 era popolata da maiali, galline, capre e conigli! Proprio una bella fattoria, poi... tutto fu trasferito in dispensa.
Paolo Cucuzza un giorno fece lo sciopero della fame perché la Franceschina (ora Suor Francesca, n.d.r.) era andata a casa.
Marco Capitanio un giorno, a chi gli chiedeva indicazioni stradali, rispose: "Lei và dritto per questa strada, al primo incrocio volta a destra e poi... segue la stella cometa ed é arrivato!".
Gianluca, mentre chi presiedeva l'Eucaristia leggeva il Vangelo della tempesta sedata, intervenne e disse: "Eh no, Gesù non lo dovevi fermare il vento!"
Frutti
In mezzo a questa "gabbia di matti" (tra cui in prima fila frati e ausiliari) sono nati, cresciuti o semplicemente maturati diversi "frutti vocazionali". Francesca Tommasone (Suor Francesca); sr. Chiara Zacchi, ora al Carmelo di Lucca; sr. Antonella della BV della Ghiara; sr. Veronica (Chiara Sighinolfi) ora in Benin, della Comunità dei Figli di Dio di Don Divo Barsotti; frateI Marco Salvioli, domenicano; fratel Paolo Mai, francescano.
I frati della casa
Non è sempre facile ricostruire il susseguirsi della loro presenza in casa, certo è che praticamente tutti sono passati di qua, essendo il numero dei frati ridotto e le case pure! Come abbiamo già detto; in origine ci furono don Stefano e don Filippo con don Matteo. Poi si susseguirono fratel Mimmo, fratel Livio, fratel Orlando, fratel Stefano Dalle Donne, fratel Luca, frate Enea, fratel Pierino, fratel Andrea, fratel Max, fratel Gianluca, don Luigi, fratel Marco, fratel Torvic. E dal 14 settembre 2004, Festa della Esaltazione della S. Croce, il superiore è fratel Marco, affiancato da frate Andrea. frati
Fratel Andrea e fratel Marco
Amici
Naturalmente la casa è frequentata da tanti ausiliari e da tante famiglie provenienti un po' da tutta la diocesi. Infatti la casa non è stata il frutto del cammino di una sola parrocchia, ma è sorta come realtà diocesana a cui tutte le parrocchie possono "attingere". E poi... chissà che assaporando la vita di casa non sorga in qualcuno di noi, voi, tu... proprio tu una, due, tre... mille vocazioni a fare il frate, prete, suora ?!
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